Sono sempre di più le famiglie italiane che stanno ricorrendo all’indebitamento nel corso degli ultimi trimestri. Secondo quanto affermato dall’osservatorio del Crif, che ingloba oltre 78 milioni di posizioni creditizie, nel primo semestre del 2016 le famiglie italiane hanno visibilmente incrementato la propria domanda di prestiti, conducendo il volume complessivo in aumento dell’8,4 per cento rispetto a quanto avveniva nello stesso periodo del 2015, per un importo medio di prestito domandato pari a 8.615 euro. A crescere non è, tuttavia, solamente il dato complessivo, quanto anche la richiesta dei finanziamenti “online”, mediante procedure gestite in misura (quasi) esclusivamente digitale. Ma che cosa è opportuno ponderare quando ci si avvicina alla richiesta di un finanziamento online?
Il primo aspetto è certamente legato ai tassi. Come ricordata l’Unione nazionale consumatori per voce del suo dirigente del segmento prestiti, Giuseppe Mermati, “è essenziale vedere non solo il Tan, ma anche il Taeg, che comprende anche le spese accessorie”. Di fatti, aggiunge l’Adiconsum, è il Taeg a rappresentare l’indicatore sintetico più efficace per l’onerosità di un finanziamento, rappresentando l’indice “complessivo del costo del prestito calcolato come da istruzioni della Banca d’Italia”. Dalle stesse associazioni viene poi ricordato come “il limite del tasso di usura per alcune categorie di prestiti (carte di credito revolving, finanziamenti contro cessione del quinto dello stipendio ecc) è molto alto e superiore al 20%. Spesso il tasso di facciata offerto è basso (5%-6%) ma il Taeg è vicino al limite”.
In aggiunta a quanto sopra vi è anche un secondo elemento che merita attenta valutazione: le spese accessorie. Per verificare l’effettiva convenienza di un prestito, in altri termini, è bene “tenere presenti anche eventuali oneri e commissioni iniziali pagate a parte (assicurazioni, intermediazioni, spese istruttoria) che dovrebbero essere comprese nel Taeg, ma che spesso vengono escluse in modo surrettizio” – aggiunge in merito Adiconsum, con l’Unione nazionale consumatori che sottolinea una specifica cautela nei confronti delle assicurazioni che vengono proposte come “obbligatorie”.
