I bilanci delle banche italiane continuano ad essere gravemente influenzati dai crediti in sofferenza. Tuttavia, come risulta dai dati della Banca d’Italia ad agosto 2016 rielaborati dal centro studi di Unimpresa, è sbagliato pensare che i debitori in sofferenza siano così tanti come sarebbe superficialmente possibile ritenere guardando ai macrodati di riferimento.
Unimpresa ricorda infatti come il 70 per cento degli oltre 200 miliardi di crediti in sofferenza incagliati nei bilanci delle banche italiane siano relativi ad appena il 2,63 per cento del totale dei debitori in sofferenza. pertanto, da tale risultato ne deriva che il grosso dello stock delle sofferenze delle banche sono legate non certo alle esposizioni di piccole dimensioni in capo a piccole imprese o privati, bensì ai grandi prestiti non rimborsati dalle grande aziende, con crediti contratti da imprese e famiglie almeno superiori a 500.000 euro.
In maniera ancora più dettagliata, Unimpresa ricorda come sul totale dei 200,1 miliardi di euro di sofferenze presenti in bilancio presso gli istituti di credito, 140,4 miliardi di euro siano relativi a finanziamenti di importo superiore al mezzo milione di euro, erogati a soli 33.234 soggetti, ovvero il 2,63 per cento dei clienti “problematici” degli istituti. Ancora, 24 miliardi di euro di sofferenze sono a carico di soli 571 soggetti, lo 0,05 per cento del totale. Inoltre, sul 97 per cento dei clienti che hanno prestiti da 250 euro a 500.000 euro, il peso relativo è pari a solo il 29 per cento delle sofferenze (59 miliardi di euro).
In modo ancora più specifico, 17,3 miliardi di euro di sofferenze (8,69 per cento) si riferiscono a finanziamenti da 500.000 euro a 1 milione, 28,6 miliardi di euro (14,34 per cento) si riferiscono a prestiti da 1 milione fino a 2,5 milioni, 24,4 miliardi di euro (12,23 per cento) sono relativi a crediti da 2,5 milioni a 5 milioni, 45,8 miliardi di euro (22,91 per cento) si riferisce a finanziamenti da 5 milioni a 25 milioni, 24,04 miliardi di euro (12,01 per cento) è legato a prestiti superiori a 25 milioni.
