Continua la fase di stabilizzazione della contrazione dei prestiti ai privati. A sancirlo è la Banca d’Italia, che pur affermando che nel corso del mese di settembre i prestiti hanno subito una flessione dello 0,5% su base annua (la stessa proporzione di agosto), fornisce implicitamente un’immagine di attenuazione delle difficoltà e, oramai, di avvenuta stabilizzazione del comparto.
Tant’è che, proseguono i dati della Banca d’Italia, sono in miglioramento le dinamiche dei prestiti ai privati, prestiti alle famiglie, in incremento dello 0,4% a settembre su base annua, contro il + 0,3% del mese di agosto. La flessione è dunque appesantita dalla prestazione delle imprese, che hanno registrato una contrazione più accentuata, pari allo 0,9%.
Sempre elevato, inoltre, il tasso di crescita delle sofferenze bancarie. Stando ai dati Bankitalia, infatti, il tasso di sviluppo di tale settore, senza correzione per le cartolarizzazioni (ma tenendo conto delle discontinuità statistiche), è risultato pari al 13,5%, 0,7 punti percentuali in meno di agosto (14,2%).
Infine, un’ultimo sguardo ai dati della raccolta. Via Nazionale comunica infatti che nel mese di settembre il tasso di crescita sui dodici mesi dei depositi del settore privato è stato pari al 3,4% (contro il 2,8% del mese di agosto). La raccolta obbligazionaria, al cui interno vanno a finire anche le obbligazioni che sono detenute dal sistema bancario, è diminuita del 17,9% su base annua, contro una flessione del 17,6% nel mese precedente.
Dunque, i dati forniti da Bankitalia non sono così positivi come sembrano invece essere gli auspici recentemente elaborati dalla Banca centrale europea di Mario Draghi, ma sono comunque sufficientemente in grado di strappare qualche tiepido ottimismo. La flessione e l’emorragia di prestiti che abbiamo avuto modo di assistere negli ultimi anni è definitivamente cessata, e sebbene la fase di ripresa possa essere lunga e molto graduale, il punto di partenza sembra essere stato tracciato.
