Secondo quanto affermano le ultime statistiche diffuse qualche giorno fa dalla Banca Centrale Europea, nel corso del mese di febbraio (ultimo periodo al quale possiamo riferire un andamento statistico ufficiale), il credito bancario alle famiglie della zona euro sarebbe cresciuto al tasso più vigoroso dal 2010 a questa parte. Tuttavia, le buone notizie si fermano presumibilmente qui, visto e considerato che nello stesso frangente temporale i finanziamenti alle imprese hanno registrato un rallentamento inatteso dagli analisti.
Più nel dettaglio, stando a quanto reso noto dalla Banca Centrale Europea, i prestiti alle famiglie dell’eurozona sono aumentati del 2,3 per cento, rispetto al 2,2 per cento del mese di gennaio, al tasso di crescita più elevato da dicembre 2010 a questa parte. Probabilmente una delle ragioni più importanti di questa evoluzione è da ricercarsi nel fatto che i fondi che la Banca Centrale Europea ha messo a disposizione a basso costo stanno lentamente affluendo al comparto reale dell’economia e, fondamentalmente, nei confronti del settore delle famiglie.
A dimostrazione di ciò, anche il fatto che la crescita dei prestiti alle aziende hanno mostrato invece un rallentamento al 2,0 per cento dal 2,3 per cento del mese precedente, per il più basso tasso di crescita da giugno 2016 ad oggi.
Infine, la BCE ha aggiornato i dati statistici relativi alla dinamica M3, ricordando che alla fine del mese di dicembre del 2016, nella zona euro, la massa monetaria in circolazione (ovvero, appunto M3), che è il barometro dell’attività economica, è aumentata del 4,7 per cento da +4,8 per cento rilevato nel corso del mese di gennaio e sotto le attese di un incremento del 4,9 per cento, quale invece frutto della media delle previsioni degli analisti, come formulato da un recente sondaggio Reuters.
