Una parte dei fondi PON Ricerca e Innovazione 2014-2020 potrebbero finire con il sostenere l’erogazione di prestiti d’onore per gli studenti universitari: in totale, potrebbero essere oltre 10 mila le matricole beneficiarie di questo intervento, alle quali poter destinare dei soldi che potrebbero utilizzare per poter finalizzare la propria attività di studio.
L’iniziativa, ipotizzata dal precedente esecutivo e che l’attuale governo potrebbe essere intenzionata a varare, dovrebbe prevedere lo stanziamento di circa 100 milioni di euro da spalmare in cinque anni, riservando il 75% dei fondi previsti agli studenti universitari delle regioni meridionali (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia) e il 25% restante a quelli del centro-nord, per un importo di 7-8 mila euro annui per cinque anni (ovvero, la durata ipotizzata i un corso magistrale o a ciclo unico, escluse le lauree triennali).
Per quanto invece concerne la restituzione dei prestiti d’onore, il rimborso dovrebbe partire dopo due anni dal raggiungimento della laurea. Come avviene con altre forme di finanziamento d’onore, si presuppone infatti che nel biennio successivo al conseguimento di un titolo di studio il giovane abbia già trovato un posto di lavoro. Il periodo di ammortamento si spalma in 10 anni, consentendo altresì di poter ottenere delle rate piuttosto contenute, e probabilmente compatibili anche con un reddito da lavoro che – si presume – non sarà particolarmente cospicuo.
Come da tradizione, l’erogazione di questi prestiti d’onore non è legata alla presentazione di garanzie (come la fideiussione di un genitore, ad esempio) e dovrebbe essere caratterizzata dalla presenza di un tasso di interesse agevolato (anche se si studia l’ipotesi di varare l’iniziativa con un tasso di interesse pari a zero).
Considerati i tempi stringenti per la spesa dei fondi europei, la decisione da parte del ministro competente dovrebbe arrivare tra breve.
