Nel corso dei primi sei mesi del 2016, stando a quanto asseriscono le rilevazioni compiute dal Barometro Crif, le richieste di prestiti da parte delle famiglie italiane sono cresciute dell’8,4 per cento rispetto a quanto era stato possibile riscontrare nel primo semestre dell’anno precedente. Merito, probabilmente, di condizioni economiche più favorevoli di accesso ai prestiti personali, e anche al fatto che, pur lentamente, si sta instillando l’impressione che il futuro dell’economia potrebbe essere più roseo (ma quanto?) rispetto a ciò che si è vissuto nel corso dell’ultimo decennio.
Per quanto concerne i principali settori che hanno “assorbito” i prestiti personali richiesti alle banche e alle finanziarie italiane, emerge come si sia avuto un incremento delle domande di finanziamento legate ai beni e ai servizi (+ 13,1 per cento), comprendendo in tale area le auto, le moto, l’arredamento, gli elettrodomestici, i componenti elettronici, i viaggi, le vacanze, le spese per gli hobby e quelle mediche.
Sul fronte delle singole tipologie di prestito personale, gli italiani nella prima metà dell’anno hanno confermato la propria preferenza per le scelte “lunghe”, considerato che il 42,4 per cento dei prestiti si è orientato su almeno 60 mesi di piano di ammortamento. Esaminando infine la suddivisione dei finanziamenti per classe di età anagrafica, quella che ha assorbito la maggiore quota di indebitamento è stata quella tra i 35 e i 54 anni, con quasi il 50 per cento di tutti i debiti, contrariamente a quella tra i 25 e i 34 anni, che si è invece fermata al 18 per cento.
Vedremo se, con le prossime rilevazioni del secondo trimestre dell’anno, il positivo trend subirà un ulteriore incremento o, come peraltro già avvenuto con i mutui, si registreranno tentennamenti e rallentamenti più o meno incisivi…
