Secondo quanto afferma l’Abi nel suo ultimo bollettino, i tassi di interesse sui finanziamenti bancari avrebbero subito un nuovo calo nel corso del mese di febbraio, l’ultimo al quale è possibile ricondurre una statistica ufficiale da parte dell’Associazione dei banchieri. Per l’Abi, infatti, è del 2,85 per cento il tasso medio, per un valore minimo storico assoluto, e ancora più basso (seppur di soli 0,02 punti percentuali) del 2,87 per cento che era stato rilevato nel corso del mese precedente.
Se poi il confronto viene effettuato quanto era in vigore a fine 2007, ovvero nel periodo immediatamente precedente la crisi, si scopre che il costo del denaro per le famiglie è oggi notevolmente meno della metà: all’epoca, infatti, il tasso medio su un prestito era pari al 6,18 per cento.
Più nel dettaglio, nel suo bollettino mensile l’Abi informa anche che il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese ha registrato un nuovo minimo storico dell’1,4 per cento, mentre era dell’1,56 per cento il mese precedente, e addirittura al 5,48% a fine del 2007. Il tasso medio sulle nuove operazioni di mutuo per l’acquisto di abitazioni è invece in lieve rialzo al 2,13 per cento, contro il 2,08 per cento di gennaio 2017. A dicembre si era invece osservato il minimo storico assoluto pari al 2,02 per cento, contro il 5,72 per cento di fine 2007.
Intuibilmente, tassi così bassi non possono che solleticare le fantasie di indebitamento delle famiglie italiane: il rapporto mensile Abi segnala infatti una crescita dei finanziamenti a famiglie e imprese non finanziarie dell’1,8 per cento, rispetto all’1,5 per cento del mese di gennaio. Una crescita sicuramente molto rilevante, considerato che per poter trovare una percentuale paragonabile, bisogna risalire indietro nella serie storica di rapporti mensili dell’Abi a gennaio 2012, quando il tasso di crescita era dell’1,88 per cento.
